Azienda

Partnership tra Canepa e Italdenim

L’industrializzazione del SAVEtheWATER® per il denim

In seguito all’accordo di licenza sottoscritto con Canepa, Italdenim ha industrializzato il procedimento SAVEtheWATER®, che permette di eliminare le sostanze nocive dall'ambiente e di ridurre drasticamente i consumi di acqua nei processi di lavorazione del filato per tessitura. Grande soddisfazione è stata espressa da Gigi Caccia, AD di Italdenim, che ha voluto intraprendere un nuovo percorso a favore della sostenibilità ambientale nella produzione del denim grazie all’innovazione di processo industriale brevettata da Canepa.

Come nasce l’accordo con Canepa?
“Ho scoperto il progetto durante una convention alla quale ha partecipato anche Alfonso Saibene Canepa, Responsabile Supply Chain e Sostenibilità del Gruppo Canepa. Mi è sembrata subito molto interessante l’idea dell’utilizzo del chitosano durante la fase di produzione e ho chiesto subito di fare dei test per i miei prodotti. Dopo una prima sperimentazione sul filato tradizionale presso la Tessitura del Salento, e dopo una prova sul denim presso la nostra azienda, piano piano ci siamo accorti delle enormi potenzialità del brevetto sia dal punto di vista dell’efficienza qualitativa sia dal punto di vista della sostenibilità determinata dall’eliminazione, durante le fasi produttive, di prodotti chimici aggressivi. In questo modo, siamo riusciti a creare un prodotto in linea con le richieste dei clienti, moderno e ad alto contenuto di sostenibilità ambientale”.

Quali sono i risultati ottenuti finora?
“Siamo riusciti a risparmiare fino al 60% di acqua – con punte di 80% - rispetto al processo tradizionale e fino al 40-50% in media di energia elettrica e termica. Abbiamo eliminato totalmente l’utilizzo di prodotti chimici come l’alcool polivinilico (PVA), un prodotto che genera microplastiche che non si trasformano e che si accumulano nelle fasi di scarico a danno dell’ambiente. Abbiamo tolto anche i fissatori, sostanze che aiutano a fissare il colore sulla fibra e che sono molto aggressive. Infine, abbiamo ridotto la quantità di colorante; ciò è stato possibile perché il chitosano ha la capacità di aumentare l’affinità tintoriale del prodotto: la riduzione è pari a circa il 10-20% e varia in base alla tipologia di prodotto. Su un articolo più scuro e che richiede più colore, per esempio, il risparmio è maggiore”.

Qual è stato l’impatto con il bilancio aziendale?
“Abbiamo abbattuto i costi energetici e quelli relativi alla depurazione dell’acqua. Ogni giorno scopriamo qualcosa di nuovo sul chitosano e sui miglioramenti che possiamo apportare: il vantaggio del chitosano è anche nella sua capacità di coprire tutte le tipologie di prodotti, ovvero di poter essere usato sia sui tessuti più pesanti, sia su quelli più leggeri. In più, ci ha permesso di eliminare le resine acriliche che hanno tracce di formaldeide: una caratteristica importante quando il tessuto è a contatto con la pelle. Il chitosano, inoltre, lo protegge il tessuto da microbi, batteri e acari. Il nostro obiettivo? Oggi utilizziamo questa sostanza per il 50-55% della nostra produzione, ma per il 2016 contiamo di arrivare al 100%”.

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Pubblicato il 15 Settembre 2015

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